[bianca]
>una vita trasparente<
 



giovedì, giugno 28, 2007

DELIRIO CRONEMBERG

‘So che sarai a Venezia in concerto, ti raggiungo e andiamo a visitare la Biennale d’arte contemporanea, va bene? Io desidero linee colori pensieri parole musica immaginare la sporgenza delle ossa del tuo bacino, un bacio dunque, Venezia è vicino’  scrissi ad A. su una cartolina raffigurante una testa dipinta dal Leonardo. La maggior parte del tempo teneva il telefono staccato e quando riuscivo a parlargli era ombroso non capivo se lo infastidivo o se avevo il talento di trovarlo sempre nel momenti sbagliati o se fosse  invece  un suo modo di fare di cui non preoccuparsi.

 

Stesi su un letto di un albergo dopo che il temporale ha  interrotto il concerto ti chiedo di raccontarmi una favola c’era una volta una ragazza con una prima e mezzo di reggiseno che amava riprendere tutto con una videocamera…. bussano alla porta e qualcuno  entra  ci beviamo qualcosa insieme ti avvicini e ti appoggi alla mia schiena mi prendi per le spalle e mi lecchi il collo l’altro  mi solleva la maglia, ora le mani le tue afferrano capezzoli ritti come spigoli i miei i suoi i tuoi  le mani le sue scendono le tue salgono, strisciamo stupendi come un pensiero sul letto e sono lingue labbra e lividi lascivi  parole dette a metà di cui nessuno si interroga sul significato  Lui. entra dentro di me e dice il tuo nome  succhio il tuo sesso e sussurro  il nome dell’altro mentre tu vieni dici il nome di una persona  che non conosco ma di certo stanotte non è in questa stanza. erase rewind

 

Sul treno che portava a Venezia, c’erano scompartimenti  pieni di umanità talmente  fastidiosa che decisi  di accomodarmi  nel vagone ristorante e restare lì.   Quando viaggiavo in treno durante il tragitto mi imbruttivo. Partivo  carina e arrivavo un cesso. Diventavo orrenda.  Il dondolio mi provocava  sonnolenza   la mia faccia nel frattempo si dilatava  gonfiandosi come un pallone.  I miei occhi si  rimpicciolivano  come formiche e  cambiavano  persino  colore scurendosi. I capelli da composti e lisci sulle  spalle prendevano ad arricciarsi,  il colore da bruno diventava verdastro, le rughe che dal naso partivano  per  biforcarsi verso la bocca si approfondivano, i denti  diventavano piccoli e seghettati,  il colorito della mia pelle  sembrava giallastro come in un delirio di Cronemberg.

‘Perché questi viaggi?Milano come Bologna Venezia  o Londra? E se stasera lasciassi  perdere le domande e ubriaca o  fumata o drogata o entrambi  mi  perdessi. Quando potrò trasformarmi  finalmente in Kit del Te  nel deserto che sconvolta dalla morte del suo uomo si lascia stordire di morte passione e sabbia  tra le braccia di un  tuareg?’  mi domandavo.

Il filmato che ci vede protagonisti nella laguna parte con un’inquadratura di me da sola nello scompartimento, stella di David al collo, canotta  con bretelline sottili e scarpe rosse tempestate di strass. Si chiude con la  partenza. 

postato da biancalaura, 15:50 | link | commenti (1)