‘Ma voi due da dove uscite?
Mi avvicinai febbrile al primo ragazzo in pista lo afferrai per un braccio e iniziammo a ballare.
La danza per me era espressione di pura gioia e farlo a ritmo della musica che amavo mi faceva raggiungere vette orgasmiche.
‘Ma voi due da dove uscite?Per caso fate parte del corpo di ballo del locale? Vi pagano per ballare così?’ Ci aveva chiesto una sera un tipo che avendo fumato troppo si era soffermato a guardare me ed Emanuel ballare all’Onirica.
‘Emanuel solo tu sei e per sempre sarai il mio amore ballerino come te nessuno mai ’ avevo scritto anni prima ma Emanuel non c’era più e il mio corpo danzante era orfano e gridava. Non andavo più all’Onirica volentieri e solo lì potevo ballare la musica che adoravo. Se mi capitava di farci un salto, in quelle occasioni l’assenza di Emanuel diventava un buco nero nella mente che mi fagocitava. Pensavo a queste cose mentre ballavo ad occhi chiusi con questo ragazzo che neppure conoscevo con catene avvolte sui jeans ritenendo giusto che fosse così, danzare con un perfetto estraneo. Le note di quella musica mi abitavano dentro facendomi tremare ne conoscevo ogni parola, ogni assolo, ogni linea degli strumenti.
Totalmente assorta tra le canzoni dei Frankie goes to Hollywood, Depeche Mode, Tears for Fears, Soft Cell, Act, Propaganda mi trovai A. davanti . Sceso dalla consolle era venuto lì con me.
Ballammo vorticosamente per qualche minuto e in quell’istante fui come in quel film di Greenaway dove la protagonista vestita di nero varca la soglia di una stanza e tutto si scolora. Ecco, davanti ad A tutto era diventato bianco e noi avevamo ballato come dei pazzi, dimostrando di intenderci assai bene, il nostro non era stato un puro sfogo ginnico di gambe e piedi che si muovono ritmicamente ma ci eravamo capiti all’istante componendo figure e disegni. Se queste erano le premesse come sarebbe stato fare l’amore con lui? ‘Ballare con te era stato il momento più bello di tutta la serata mi ero divertito tantissimo’ aveva ammesso mesi dopo.