LE BIRBONE DI SIVIGLIA
il freddo che già ci aveva raggelato il cuore e speranze tutte di questo anno consultato avidamente e minuziosamente sull'astra di turno lasciato su un tavolo di un consultorio medico frequentato per evitare il dazio di un gravoso ticket sanitario, si recavano come sempre all'abitazione della più malpagata delle due che quotidianamente nell'entrare in casa verifica la funzione dell'interruttore per controllare se l'amps anche oggi le ha risparmiato il trancio dei fili della luce o il piombo ai contatori. sgrammaticate e contente le due birbone di siviglia con nasi rossi e mani blu si apprestavano a rispondere positivamente e umilmente senza chiedere nessuna proroga alla richiesta urgente di un colloquio di lavoro seduta stante. La birbona malpagata che aveva staccato dalla parete un quadretto contenente un bigliettone verde da 10 dollari regalatole dalla zia betty alla sua cresima, lo aveva sapientemente cambiato allo sportello della banca e con l'incasso era fuggita verso la piscina solita mentre la barbona di siviglia l'aspettava in tuta maglia padellata e scarpe da ginnastica per un'operazione di vero trasformismo....altro che il barbiere di siviglia!!!il problema di recitare è solo degli attori. Trasformarsi con un abile travestimento ad opera di vestiti in prestito da tale Nikla la room mate fashion victim della lui rigorosamente assente non pervenuta, dalla barbona di Siviglia ad una splendida impiegata in ordine e pure vagamente alla moda per raggiungere la fabbrichetta di rito alla ricerca estenuante di un posto di lavoro che ci tolga dal pantano di follia dove aimè siamo arenate da qualche anno....e parlo al plurale ma il colloquio lo doveva sostenere la barbona di siviglia perchè la Lui al contrario è anch'ella barbona ma più birbona perchè maschera con parvenza hippy la povertà che le sta rosicando il conto in banca. e quando mi propone biscotti da lei manufatti alla farina di riso e uvette me li spaccia come la prova sapiente della sua abilità in cucina creativa ma so che invece sta dando fondo alla credenza e come si dice in gergo....raschiando il barile.... (continua)
LIBRO CUORE
Rivedevo noi due attraversare il ghetto degli ebrei a Venezia in silenzio con un sole alto e bruciante. Era sabato, alcuni giovani con il costume ortodosso uscivano dalla sinagoga e noi non facevamo altro che salire scendere e attraversare le calli come rapiti dalla liturgia di quella festa.
Con noi c’erano Maurizio e il di lui ragazzo Pier.
Quest’ultimo era stato ad un passo dalla morte.
Quest’ultimo viveva grazie al cuore di un’altra persona.
Due esistenze in un unico petto.
Per qualche attimo egli era
stato
senza.
Pier amore.
adagiati sul tappeto bianco dal pelo folto in questo splendido appartamento che si affaccia sul Canal Grande un gatto anch’esso bianco ci guarda. Pier
amore mio vieni qui ho voglia di fare
l’amore con te
amore mio,
amore nostro fammi
l’amore Pier
amore ho voglia di essere
amata da un uomo che ha vissuto
due
volte un uomo con
due
cuori un uomo che è andato ed è tornato. ti prego.
Pier mi abbraccia e bacia lentamente guardo le cicatrici
sul suo petto e lui succhia i miei seni vergini. appoggio il mio orecchio al suo cuore e voglio sentire se è
vero
davvero e sono dita tra i capelli e mani sui fianchi e
petto contro
petto e sono seni e capezzoli e baci e gambe tra le gambe e cuori che battono in disarmonia e sono dune di sabbia in movimento mentre ondeggia sul mio ventre e cavità sul
suo petto sul
mio petto
da baciare. accucciata su di lui con la guancia sul cuore nuovo ‘guarda in alto in questa notte di santi e luci e sappi che nessuno di noi ha santi né tempo. ci sono filamenti di stelle che scendono se chiudi gli occhi ti sembreranno cascate di fosfeni e quando frammenti siderali cadranno copiosi sulle nostre teste
alziamo gli occhi al cielo respirando queste piccolissime particelle tutt’attorno o portiamole con la lingua alla bocca. Finalmente sapremo cos’è ciò che chiamano ‘polvere di stelle’. Siede di fronte a noi ci guarda e ascolta. ci sorride. il gatto è acciambellato sulle sue gambe. Sorseggia con eleganza un bicchiere di vino bianco, solleva il lembo della maglia e si accarezza
il petto … erase rewind.
Respiravo una densissima aria di morte nonostante la bellissima giornata e la brezza.
La shoah, lo sterminio, la guerra, la bomba che, poco distante a San Donà del Piave, il 22 aprile 1945 uccise la madre di mio padre i parenti sopravvissuti grazie a documenti falsi e la funesta influenza che questi avvenimenti avevano causato.
Ho fatto l’amore con
un uomo con
un
due di cuori tatuato sul
cuore.