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sabato, aprile 24, 2004
La gentilissima autrice cerca spiegazioni
dopo svariati tentativi di mettermi in contato con l'editore riesco finalmente a parlargli 'ha fatto bene a chiamarmi, le dovrei fare delle domande' mi dice. Siccome un loro autore presenta un libro nella mia città concordiamo di darci appuntamento dopo qualche giorno. Inutile dire che alla data invece dell'editore c'è l'ufficio stampa. Segue una mail nella quale mi rammarico per il mancato incontro l'editore risponde 'vado in fiera all'estero, torno la prossima settimana al mio rientro la chiamo'. passano i giorni e la telefonata arriva. con grande sforzo prendo la cornetta in mano e cerco di metterni in contatto con lui per sentirmi dire 'il direttore è impegnato mi ha detto di riferirle che eventualmente sarà lui a chiamare'. Sono passate circa tre settimane e non ho sentito niente sebbene abbia inviato una mail nella quale gentilmente ma con fermezza chiedo di dirmi quanto è reale il suo interesse.
SOTTOPONGO ORA UN TEST AI MIEI LETTORI:
per quale motivo l'editore che all'appuntamento, mi aveva sì detto che l'autore si doveva sobbarcare le spese di pubblicazione senza indicare a quanto ammontassero, ora latita?
a)sperava di trovarsi davanti una mucca da mungere ma rendendosi conto che non c'è trippa per gatti ha fatto una pantomima per poi, alla mia dipartita, chiudere la porta con sollievo;
b)nel frattempo ha un progetto editoriale di un esordiente pronto a sovvenzionare con cospique somme dopo essersi impegnato l'eredità della zia Pinuccia, quel comò del settecento, una poltrona savonarola in noce e quella crosta di nonsobenechi,
d)ha promesso a quella che si chiava di pubblicarle il suo manuale new age mentre la bonazza si prodigava in una performance imparata da Schicchi su minaccia della troia in questione di rivelare tutto alla moglie
e)ha tra le mani un caso editoriale bomba del genio dell'anno che proietterà la sua piccola casa editrice nell'olimpo delle grandi e farà di lui l'editor del 2005
f)dopo un lungo corso per manager per migliorare la sua autostima si è finalmente deciso a pubblicare il suo romanzo dal titolo 'Eroe del Pallone d'oro' iniziato a scrivere quando aveva tredici anni e terminato ora alla soglia dei 45
g) la moglie ha scoperto che ha un'amante mia omonima e il casino successo in famiglia gli impedisce di avere rapporti anche solo formali con chiunque abbia il medesimo nome
h) si è talmente innamorato del mio libro che tra qualche stagione me lo trovo pubblicato a suo nome mentre lui nel frattempo avrà transmutato sesso e facendosi chiamare Fernanda;
i) al suo rientro dall'estero gli agenti l'hanno fermato alla dogana mentre cercava di importare pregiatissimo olio di foca dentro flaconi vuoti della jhonson
l) l'editor si è improvvisamente convertito alla setta di Scientology e da ora in poi pubblicherà solo testi di dottrina e biografie di Tom Cruise e Jhon Travolta
m)è partito volontario per la legione straniera.
postato da biancalaura, 13:22 | link | commenti (35)
martedì, aprile 20, 2004
gentilissima autrice le scrivo in riferimento al suo pregevole
piccola casa editrice ma stimata mi scrive una lettera nella quale il direttore in soldoni si complimenta per il mio romanzo facendone una lunga e dettagliata critica, mi avverte in un italiano scorrevole e corretto che la pubblicazione di un esordiente bla bla bla bla per una casa editrice piccola è un onere rischioso spesso a fondo perduto e mi pone immediatamente la questione soldo pur non quantificandola mettendo già per iscritto che l'autore si dovrebbe accollare la spesa di pubblicazione.... Spesa? Soldo? Già, le case editrici chiedono agli esordienti un obolo per preservarsi da eventuali insuccessi, discorso discutibile ma che però non fa una grinza facendo aumentare il numero di brocchi col soldo che pubblicano e permettendo magari anche a qualcuno meritevole di essere letto. la casa editrice in questione è stimata e io in fin dei conti un piccolo investimento lo posso anche fare e siccome una psicoterapia costa molto di più e siccome magari si è già speso abbastanza per una prima con modesti risultati sul piano della serenità e siccome nella vita non ho mai combinato niente di buono mi scoccia ammetterlo in questo istante tanto che non termino neanche la frase e ci pianto un punto. Chiamo l'editore che mi fissa un appuntamento e io vado. L'impressione al primo colloquio è ottima, il direttore conosce il mio romanzo a menadito e mi fa tutta una tiritera sulle spese e io metto in chiaro due o tre punti:
a) non dispongo di denaro o comunque non di cifre esorbitanti b) non ho intenzione di ipotecare la casa per procurarmene o di ricorrere ad un patri/matricidio per accellerare l'incameramento di una possibile eredità c) se avessi avuto molto denaro non sarei stata lì davanti a lui; d) se anche disponessi di tanti soldi non li darei a una casa editrice di quella portata.
Mi sono spiegata? chiedo al direttore che sembra apprezzare la mia franchezza. Insomma io sono arrivata lì e non si è trovato davanti ala casalinga di voghera che racconta il suo amore amore segreto per il dirimpettaio prima di capitolare col ferroviere ex compagno di banco. Modestamente sono una ha attraversato vari ambienti e che sa o che presume di sapere come 'gira' il mondo. Una volta espresso il mio pensiero il direttore, che comunque non ha ancora quantificato una possibile spesa molto, cordialmente mi rassicura con un panegirico di lodi e apprezzamenti mi raccomando sentiamoci lei si faccia sentire perchè io sono molto preso lei non mi disturba affatto mi raccomando fra un mesetto si faccia sentire.
E io dopo un mese mi faccio sentire.
postato da biancalaura, 13:52 | link | commenti (14)
lunedì, aprile 19, 2004
MONELLA
passata dall'ufficio dopo giretto di shoppig con lui per prendere la borsa del nuoto e dirigermi in piscina 'aspettami'dice l'angelo della morte 'scendo anche io' sono di fretta e dico dai sbrigati ma lui indugia sulle scale insomma io devo andare, no volevo vedere se avevo preso le chiavi altrimenti usavamo le tue. da che parte vai dico di là e indica la parte opposta che autobus è quello che sta arrivando?non ci vedo?No, non è il tuo. dai cazzo dammi un passaggio in bici e indico quella schifezza blu metallizzata dal cui manubrio pende il filo del freno rotto 'ti do un passaggio se mi fai un suflone' mi dice l'angelo della morte non smentendosi mai ridendo con la sua voce che in risata finisce tutta nel naso. dai va bene affare fatto, un pompino per un passaggio in bici mi sembra equo. per la prima volta in tre anni mi carica sulla bici e sul manubriuo appoggio ben tre borse la mia la sua e quella del nuoto. l'angelo della morte per un attimo abbassa la guardia e ridacchia dicendo scemenze e finisce davvero per portarmi in piscina e prima di farmi scendere quando meno se l'aspetta reggendo le tre borse con una mano sola gli appoggio l'altra sul pacco per rendermi conto che can che abbaia non morde....l'angelo della morte scoppia a ridere e per poco non caracolla dalla bici e io gli dico pensa che erotico sabato pomeriggio io sono fidanzata e ti palpo l'uccello in equilibrio sulla canna mentre reggo tre borse di tutte le donne che hai avuto nessuna ti ha mai reso tale servizio eh?questa è davvero trasgressione. altro che le chiappe al vento della monella in graziella di tinto brass
postato da biancalaura, 14:20 | link | commenti (8)
martedì, aprile 13, 2004
Pagan Poetry Parte II (indubbiamente a grande richiesta)
La valchiria con pettinatura schiaffo in reggicalze e vestaglia si siede sulla sedia in centro al palco come Sally bowels in cabaret regalandoci una visione ginecologica del mistero tra le sue cosce e mentre penso che qualcuno stia per saltare fuori e dirci finalmente ‘calma ragazzi è una candid camera’ è l’autrice stessa ad entrare in scena con abito sottoveste trasparente in pizzo e sotto tutto l’ambaradan da postalmarket dell’eros la prevedibile guepiere nera col solito reggicalze e tutto il guardaroba da filmetto erotico alla Edvige Fenech. Nessun mistero dunque l’autrice ci vuol far vedere che ‘quello che è fuori è pure dentro’ e nessuna critica sui contenuti per carità più che sull’etica una critica all’estetica perché la nostra con alcune ciocche frisè entra in scena (dimostrando che il frisè quest’anno è il massimo della trasgressione e già era stato protagonista indiscusso del post sull’audizione per mime ballerine del mese scorso). L’autrice si dondola su sandali dai tacchi altissimi costati almeno mezzo stipendio di una persona ‘normale’ inforcando mini occhialetti dalla montatura trasparente bianca e improvvisa una danzetta sinuosa e piuttosto sgraziata per mettersi infine a recitare versi da lei evidentemente ritenuti meritevoli di pubblicazione infarciti di espressioni risibili tipo ‘ la tua asta, il tuo manto peloso, possedere, godere, il tuo uccello rubizzo’ e la raffinatissima e fantasiosa metafora de ‘ il mio mare’ . Sebbene nessuno di noi avesse toccato una sola goccia di alcool restiamo attoniti e divertiti lodando il coraggio della poetessa e del suoi averci con tanto entusiasmo invitato a prendere parte allo spettacolo. Chiude la serata con i versi ‘voglio il sesso e avrò il successo’ aimè metafora per niente poetica di come va il mondo vedete come va il mondo canta lo zio franco nell’imboscata. Non critico l’etica per carità ma un po’ più di cura per l’estetica suvvia….
postato da biancalaura, 19:37 | link | commenti (38)
mercoledì, aprile 07, 2004
PAGAN POETRY VOGLIO IL SESSO ED IL SUCCESSO -parte I -
venere sera dopo mostra fotografica e dopo aver truccato Lui con velocità e destrezza indossato gonnina da maestrina e golfino bianco sabot nero luccicoso e nuvola estee lauder appuntamento per aperitivo con il nostro capo e spedizione punitiva alla presentazione del libro di poesie erotiche della collega. Lui ed io avevamo già buttato l’occhio al famigerato libro dalla poetessa fatto pubblicare a sue spese perché costa meno ed è meno impegnativo far stampare due mila copie di una simile porcheria distribuirla a un paio di negozi regalarne la metà e tenere le rimanenti in garage piuttosto che una lunga e laboriosa psicoterapia dal Dottor. Prof. Luminare della psiche pronto a chiederti se volevi più bene al babbo o alla mamma o se facevi i giochetti zozzoni col pisellino del cuginetto. Ma tant’è. Arriviamo al teatrino che con la modica cifra di un mese abbondante di lavoro chiunque può prendere a noleggio perché coi soldi del mariuolo cittadino ci hanno fatto pure quello. bastano 150 persone per riempirlo e nello stesso una mattina di anni fa i signori sony music erano venuti ad ascoltare una giovane promessa per poi dirle qualche mese dopo ‘sì bello, ma manca il prodotto’ qui il prodotto evidentemente c’è ed è frutto di esperienza personale e pure di grossa ricerca e noi siamo qua riuniti in questa atmosfera da film di ferreri o di bunuel per farci permeare e penetrare dalle migliori intenzioni della poetessa in questione. Mi guardo attorno, oltre all’occhiale con sbiriluccichi della lui, la camicia aperta dell’Angelo della morte, la fronte sudata del capo un pullulare di gente di mezza età mescolata a persone più giovani invecchiate precocemente. Il capo mi prende per un braccio e mi porta davanti in prima fila e lì ha inizio il reading, una valchiria in reggicalze con coscetta tornitella che grida vendetta in direzione della povera e inutile cyclette con onda alla veronica lake recita assassina i versi 'voglio il sesso e avrò il successo' ma il bello deve ancora venire e ogni riferimento a fatti ed azioni è davvero banale ma
postato da biancalaura, 12:27 | link | commenti (12)
domenica, aprile 04, 2004
PRINCIPE ROSPO
il mio amante è anoressico. se lo amassi sarebbe un primo amore come quello di garrone. è anoressico lo so, ne ho la certezza. lui non ne ha la consapevolezza ma il suo è un ragionare dismorfofobico. attratta dal suo corpo statuario ho scoperto che invece anni fa era obeso. non c'è nessuna traccia di quel grasso gommoso attorno a sè, mi domando dove sia finito, forse l'ha divorato sembra essersi dissolto tutto quando un bel giorno una femmina distruttiva gli disse ' non ti voglio vedere mai più'. sebbene la sua figura splendente abbagli perfino la luna la notte il mio amante anoressico è rimasto legato a quel numero di tre cifre seguito dall'unità di misura 'kilogrammi'. l'ex obeso orrido rospo ora è principe al mio fianco ed è attento a tutto quello che ingerisce e siamo gli unici a cena la sera con portate di ananas e fragole 'senza zucchero grazie' e ci guardiamo e ci piacciamo occhi chiari dentro langhi secchi 'devo stare a dieta, devo dimagrire' mi dice il principe rospo che nonostante i baci si sente anfibio. era ovvio che scegliesse me tra i suoi re. i miei fianchi ossuti sbattono contro i suoi quando camminiano e cerca sempre ossicini sul mio corpo da toccare e succhiare quasi fossi commestibile quasi che volesse mangiarmi sapendo che solo così potremmo sparire che solo così non potremmo ingrassare
postato da biancalaura, 20:30 | link | commenti (22)
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