[bianca]
>una vita trasparente<
 



mercoledì, marzo 31, 2004

PERVERT BOHEME bohe...

PERVERT BOHEME

boheme è in fase terminale con il suo atto al caffè Momus dalla musica isterica e descrittiva. cazzo penso mentre sono in scena ma puccini si deve essere fatto un giro di acido per concepire cose del genere passando così abilmente da un tema all'altro e poi mi rendo conto che la musica leggera italiana discende perpendicolare da puccini rossini verdi. smessi i panni della popolana con gonnona che tutte le volte finisce sotto i piedi scialletto parrucca bruna con cuffietta rigida che sta alla finestra a scuotere panni e a gironzolare con fidanzato del cuore sogno sempre una versione sado maso, gettare Santhia dalla finestra dopo averla stuprata con tre macchinisti e invece di scendere dal fidanzatino amoreggiare sul tavolo con Pilli che fa la prostiutata in abito bianco a balze con cappello a tesa larga. Coinvolgere Mimì in formissima in tenuta da aerobica sadomaso che col cazzo che muore di tisi e andarcene a spasso con Musetta e alla fine avvelenare Rodolfo e Marcello dopo una serata in oppieria e vendere gli orecchini di musetta per l'ultimo buco di ero da iniettarmi nella vena del piede con una siringa d'oro e vetro. Alla fine di overdose e stenti muore tristano il direttore di scena violentato da noi quattro mentre marcello e rodolfo legati ai tavolini del caffè momus non hanno più fiato neppure per un do. Pilli io e Lui nei panni di Musetta con Mimì ce ne andiamo infine folleggiando di gioia in gioia. pervertboheme .

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venerdì, marzo 26, 2004

OTTIMIZZARE spreco ...

OTTIMIZZARE

spreco più energie per andare dal dolce maxx le sere che posso e che può per incollare gli occhi e le orecchie su logic e terminare questo cazzo di demo che finirà per essere 'buono molto buono ma non vedo il prdotto e sai il mercato è in crisi e ora funzionano robe tipo ' oppure per fare un ennesimo giro di esercizi per i glutei che tiro su quel poco che ho lo metto in mostra e mi metto col primo mostro che mi mantiene per la vita? Impiego più tempo e più energie per girare con i miei demo del cazzo che ogni giorno mi fanno schifo o  mi esaltano a seconda dell'entrata di giove in saggiatario e aspettare telefonate e buttare soldi nel farle e cercarmi una merda di produttore bavoso che non si fa mai trovare e magari per coinvolgerlo di più diventarne anche un po' la troia in modo che si occupi della mia musica un più volentieri di quanto farebbe o mi chiudo in casa a fissare il soffitto ascoltando debussy scorticandomi la pelle con un violento giro di acido glicolico per una pelle splendida senza avere un pensiero superficiale che la renda tale? a quando il prossimo concerto?

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TI TELEFONO O NO ch...

TI TELEFONO O NO

che odio il telefono odio passarci troppo tempo. dovrei ricevere comunicazioni stringate. premere 'on' col pollice mi costa fatica.

 

postato da biancalaura, 11:04 | link | commenti (3)

INSULTARE adora ess...

INSULTARE

adora essere insultato e io lo accontento sempre. la sera prima al cine incontro un nostro 'amico' in comune per cui l'indomani chiamo il buon paolino. Lo insulto come a lui piace con epiteti di prima qualità e offese davvero fantasiose. Lui ride e la sua risata mi fa contenta 'con chi eri al cine?' mi chiede 'col mio fidanzato...' 'no..... è chi questo che sono geloso??'chiede scherzando ma secondo me con un reale fondo di verità 'com'è? uno dei soliti di cui ti invaghisci?'   'no pensa è supersportivo e pure affisicato'    'affisicato come?'   chiede    'affisicato affisicato'   rispondo sapendo di andare a colpire    'ma quanto è alto? sai che sono geloso di ogni uomo sulla faccia della terra'       'senti paolo io non posso mettere indietro il mio orologio vitale di tre anni per aspettare un vile protozoo come te...'    lo sgrido e lui ride e la risata è il mio successo, cala il sipario.   Ne sono appagata per l'opportunità che mi fornisce di esercitarmi in boutade al vetriolo e ciniscmo. metto giù e sento l'applauso del pubblico non pagante. E' teatro anche questo. il teatro nel teatro.

postato da biancalaura, 09:51 | link | commenti (3)

giovedì, marzo 25, 2004

BRAVO BRAVISSIMO no...

BRAVO BRAVISSIMO

non avere tanto da dire e forse la causa è proprio la mancanza di restrizione. un foglio bianco davanti e una specie di pipistrello che dice 'avanti scrivi'...un po' come quando mi annoio e la scrittura diventa un modo psicotico di appartarsi e varcare le soglie di un paese interno. oggi incontro con editor durante presentazione di libro e sono piuttosto emozionata. ieri sera invece stretta nel mio scialletto con parrucca e cuffietta che mi facevano sembrare isabelle huppert in 'Emma Bovary' fischi in scena per questa boheme secondo i loggionisti cantata male e se si chiudessero gli occhi ci si dimenticherebbe di essere in un teatro di tradizione e sembrerebbe di essere in uno stadio. le belve i cristiani i romani che inneggiavano balordi. ricordo il brivido dietro le quinte dell'arena di verona....continuavo a pensare 'cazzo qua dentro ci hanno massacrato della gente e ora sono al festivalbar' e tremavo tanto che nicola riposto il violino mi chiese 'ma che hai?' e non poteva lontanamente capire il buio nei miei occhi. vedevo lo sterminio dei cristiani sbranati dalle belve feroci dentro l'arena. la gente che cerca gli eroi gli atleti del bel canto o dello sport per poi decretarne il successo o il fiasco. chiedimi perchè non voglio diventare famosa. 'la situazione che si è creata è una sconfitta sia per me che per te' scrivo solo oggi a tristerèe la barriera è diventata insormontabile ormai ed io ora ho un ragazzo uscito dalla bibbia e insieme siamo davide e golia il gigante e la bambina

postato da biancalaura, 16:13 | link | commenti (7)

lunedì, marzo 22, 2004

SANGRE DE EL MI SANG...

SANGRE DE EL MI SANGRE

parecchio stasera che mi muovo un po' barcollante rido e mi slacci un microreggiseno in rete nero e piccole paillettes sul bordo ti scivolo tra le braccia e si impigliano capelli a ganci e ad anelli di colpo ci scontriamo la tua fronte contro le mie labbra che prendono a sanguinare all'interno della bocca che si riempie di sangue. succhio e ingoio, ma il sangue continua ad uscire. incollo la bocca alla tua 'è un bacio che sa di sangue e di niente' dico citando il possibile titolo del mio libro presa da un momento così forte. lui non capisce e neppure può farlo 'si ma le malattie' lo guardo e penso che lui sia già una malattia una escrescenza disgustosa che la madre avrebbe fatto meglio ad abortire 'sono già io la tua malattia e tu ne sei già contagiato'

postato da biancalaura, 10:30 | link | commenti (21)

SUICIDE BLONDE che ...

SUICIDE BLONDE

che i miei genitori non tornavano più a casa inscenando una fuga suicida- io li aspettavo al buio sul pianerottolo e li vedevo rientrare in punta di piedi per scoprire che avevano finto di suicidarsi.

postato da biancalaura, 10:25 | link | commenti (2)

domenica, marzo 21, 2004

I'M A LOSER BABY WHY...

I'M A LOSER BABY WHY DON'T YOU KILL ME

Non è colpa mia se sono il simbolo della tua sconfitta, il marchio della tua inadeguatezza, la verifica schiacciante della tua impotenza, la prova scottante della tua inconsistenza. Se vuoi  mi metto a sbagliare i congiuntivi così magari ti senti meglio.

postato da biancalaura, 18:00 | link | commenti (16)

venerdì, marzo 19, 2004

MY HEART BELONGS TO ...

MY HEART BELONGS TO MY DADDY

and i simply couldn't be bad dad dad dad dad dad. Paparino incestuoso e rovinoso te la farei io la festa. Ecco una torta con le mie interiora e tante candeline....avanti assaggia....è sangue del tuo sangue. sangue che si trasforma in vino. Auguri paparino.

 

postato da biancalaura, 08:44 | link | commenti (4)

giovedì, marzo 18, 2004

SADOMASOCHISMO ma s...

SADOMASOCHISMO

ma se per ovviare al solito stereotipo 'io voglio uno che non mi vuole perchè vuole una che non lo vuole' iniziassi a maltrattare tutti indistintamente più di quanto già faccio avrei successo garantito? time out then honey time out.

 

postato da biancalaura, 08:24 | link | commenti (11)

mercoledì, marzo 17, 2004

GRANDI RUOLI 'sapet...

GRANDI RUOLI

'sapete per questa produzione sono previsti costumi un po' discinti...ecco i bozzetti, insomma sarete in guepiere ecco non so se qualcuna non se la sente.... ' dice il direttore di scena mostrando i disegni dei costumi io guardo pilli che ride 

'se è per quello io ho recitato nuda in una grandissima produzione'

'Ah davvero di che si tratta?' chiede il regista interessato

'Ho fatto Shindler list di Spielberg'

'ma va? e che ruolo avevi in Shindler list?'

'facevo il cadavere'

 

postato da biancalaura, 17:39 | link | commenti (10)

QUALCUNO LO FA 'sa ...

QUALCUNO LO FA

'sa dottore io non mi fido, non so che cosa passi per la testa a certa gente e se magari questo qua è gay? o se magari gli piacciono le ottentotte? magari si arrapa con  le vecchiette oppure si scopa i cadeveri.....non sappiamo nulla di quello che passa per il cervello della gente'.

'io mi sconvolgo a vedere cosa passa per la mente a lei...i cadaveri??? ma come le è venuto...'

'insomma dottore'  lo interrompo 'qualcuno lo fa vero? E' la legge dei grandi numeri'

 

postato da biancalaura, 16:54 | link | commenti (16)

domenica, marzo 14, 2004

Tristerè e tristereg...

Tristerè e tristeregina

si avvicina a tristeregina che poverina scrive su un poltrona e non vuole al fianco nessuna persona. Che scrivi?domanda che strana faccenda, essere capitati così in tutta fretta a dover gestire questo lavoro, russi che parlano in francese in inglese e nessuno capisce niente. io non ti invidio sai? dice tristeregina a tristerè ma perchè ti trovi qua e hai accettato di venire? è morta la mia ragazza il mese scorso dice tristerè a tristeregina e lei poverina risponde ah sì? anche a me.

stop. urla il regista, ripetete la scena. Tiene in mano un libro. E' tokio blues.

postato da biancalaura, 13:55 | link | commenti (5)

sabato, marzo 13, 2004

  SHOPPING COM...

 

SHOPPING COMPULSIVO

Ciao Biancastra cattiva,
un paio di Sabati fa' stavo, come sempre, cercando di arricchirmi a Portobello Road, una collezione di pochette con accessori in metallo lucente era stata appena presentata al pubblico quando la nostra eroina si avvicina al banco.  La fanciulla avra' avuto 20 anni, alta, magrissima, capelli super alla moda e vestita tutta McQueen (stravagante ma con classe), ai piedi azzarderei una MiuMiu o una Westwood ma non sono certo.  Occhi sbarrati e bocca aperta, prende una delle pochette (pelle nera con seta bianca proveniente da un abito anni 20 ricamato a mano) e esclama un IT'S SO FUNKY!!!  Si guarda attorno come in cerca di aiuto, prova la borsetta , si guarda attorno ancora, mi guarda, sorride e scuotendo la testa mi dice:
" I can't, I can't my doctor will be so angry with me! ... but but it’s so gorgeous ...control, control ….”
Mette la borsetta al suo posto gentilmente e letteralmente scappa dal negozio (molto brava nella corsa sul tacco 10-12).
Dopo circa un’oretta si ripresenta con una amica. L’amica e’ della stessa razza, solo piu’ bassa e con i capelli neri.
La nostra riprende la borsetta ancora invenduta (ora non piu’) la mostra all’amica, la quale approva e le dice che assolutamente la pochette “E’molto LEI” l’amica obbietta che non ne ha alcun bisogno e che ha decine di borsette inutilizzate nell’armadio.
La prova e la riprova si guarda e ammira negli specchi, quando improvvisamente mette la borsetta al suo posso ed esclama:
“I CAN NOT BUY IT! I’M SO SORRY BUT I’CANT, SORRY SORRY...” mi dice queste cose guardandomi fissa negli occhi, scusandosi e sorridendomi. Scappa e lascia l’amica attonita, la quale comincia ad analizzare la merce incuriosita.
Devo dire che questo tipo di cliente mi piace molto, solitamente sono gentili e simpatiche e comprano un sacco.
Una settimana fa’ e’ venuto al negozio queto tipo piuttosto famoso nella scena londinese. Io non l’ho riconosiuto ma il mio socio si, vestito in un modo assurdo, sui 40, con amica super Bimbo al seguito.
Il tipo possiede con la sua famiglia (ITALIANI) un negozio in Coven Garden molto molto esclusivo, per entrare devi essere socio e sono famosi per aver rifiutato Naomi Campbell e Madonna perche’ non socie.
Lui e’ sempre sui giornaletti scandalistici con donnette di dubbio gusto al seguito. Arriva con aria annoiata guarda i chockers, e mi chiede se sono anche per uomini io pronto rispondo certo che SI (non e’ il primo semi travesta o crossgenders o dragqueens che mi arriva). Ne prova un paio, si guarda e si compra un chocker marrone con disegni verdi e bianchi con fibia nera con diamanti...
Il collo cadente e peloso si arricciava attorno al collarino strizzato ...
Fai quello che vuoi di questi aneddoti e magari riscrivili che e’ meglio.
Un baciotto alla MIA bianca muscolosa.
Mararal


















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venerdì, marzo 12, 2004

LO SCHERZO DELLA NAT...

LO SCHERZO DELLA NATURA

sapendo quanto ci tenesse mi sono fiondata a vederlo nella parte di Dulcamara nell'elisir di donnizzetti. lo raggiungo in camerino mentre si sta preparando e mi accoglie stampandomi un bacione e facendomi mille feste. mi presenta il baritono che si sta preparando. il camerino è piccolo con una doccia striminzita e un paio di fon a telefono attaccati alla parete. Arriva anche il giovane tenore già vestito io ho freddo e mi appiattisco contro il termosifone. dani ed io parliamo e lo aiuto a sistemarsi. il baritono, che so essere in competizione col mio daniele, è infastidito dalla mia presenza tanto che inizia a scheccare ' in questo camerino c'è troppa gente'. Trovo la sua uscita gratuita maleducata e tremendo segnale di scarso controllo di sè. A dispetto di quello che il suo ruolo vocale prevederebbe il baritono gayo pelato e affisicato tira fuori una vocetta stizzita e strozzata in gola da donnetta indispettita. 'bhè dani esco ci si vede dopo ' e il baritono mi incalza con un ' si sarebbe meglio' Io non ce l'ho coi gay e purtroppo per loro è gente così che rovina la categoria attirando qualunquiste definizioni e allora decido di punirlo cazziandolo e andando a toccare senza nessuna remora laddove so di poter colpire col durezza mi volto e gli dico 'sai qual'è il tuo problema? E' che sei una checcaccia isterica, mi dispiace tanto per te ma lo scherzo della natura sei tu non io'.

postato da biancalaura, 09:06 | link | commenti (12)

giovedì, marzo 11, 2004

THE DEVIL IN ME gio...

THE DEVIL IN ME

giornate che iniziano proprio storte così la mattina alle 6.50 in procinto di prendere un treno per milano si spezza il tacco dello stivale.  Rimango sospesa due minuti su un piede solo e penso al da farsi se tornare a casa a cambiarmi e prendere un altro treno e via discorrendo oppure continuare indomita verso il mio treno. Nessuno mi può fermare neppure le avverse leggi della fisica e continuo a camminare in equilibrio su un tallone e su una punta nascondendo i miei piedi squilibrati coperti da pantaloni lunghi e neri. Sul treno medito 'Il tempo di arrivare a destinazione e mi compro un altro paio di scarpe'. Già....ma a milano piove e io non ho tempo da perdere in shopping e non avrei bisogno di scarpe e nonmi va di spendere soldi in paperette o scarpe da ginnastica MIKE o purchèsianoestianoaipieditantofalostesso. Vorrei fare di necessità virtù e comprare qualcosa che possa venire utile anche in altre occasioni ma mica posso andare a girarmitutti i negozi o gli atelier di casadei o di sergiorossi. L'unico negozio che mi viene in mente è uno dove si riforniscono i trans e le battone. 'qualcosa a buon mercato troverò' mi dico osservando la vetrina. Tra stivali in vinile alti a mezza coscia e sandali in strass con tacco in plexiglass di almeno 15 cm speranzosa mi dico che qualcosa di sfizioso ma di adatto alla situazione potrebbe saltare fuori. Il negozio non apre e io attendo al freddo finalmente un donnone traballante su due cotechini rinchiusi in due stivali con zeppa apre la saracinesca e si decide a servirmi. Le scarpe, per ovvio motivo di mercato e di necessità della clientela, partono da numeri alti minimo dal quaranta. Bocciate un po' di proposte della giunonica valchiria esco con un paio di decellettes rosse ai piedi dalla punta da guerra. Per indossarle la commessa mi chiede il porto d'armi. Cammino per milano bagnandomi il fondo dei pantaloni. pranzo con marcolanonna mi spoglio per fare asciugare i vestiti restando in camicia nera cardigan e collant fuxia con ai piedi le scarpe rosse...una donna vestita a metà che cammina per una cucina di una casa a ringhiera insossando solo collant fuxia e scarpe rosse mi regala libro giappo che ho già e ascoltiamo musica ridendo esco di casa e torno dalla otta e un uomo sulla metro mi dice 'sei bella come il diavolo' e io non capisco cosa voglia dire vorrei spiegazioni ma lui è già sceso e io non posso rincorrerlo forse intendeva dire brutta come il peccato o non so. Ho una crisi di insicurezza. nessuno mi aveva detto mai una cosa del genere. ma quanto è attraente il diavolo in me? torno a casa e mi spoglio la otta mette su una tisana dicendomi 'dai racconta che hai fatto in questi giorni' quando suonano alla porta 'rivestiti' dice e fa entrare due tipi una cula persa e l'amica fag hag con un furetto sulla spalla. 'è del mio fidanzato' dice lui' si trova in vacanza e l'ha lasciato a me' la otta già conquistata spalanca gli occhi e fraternizza con la bestiola invece io chiedo alla fag hag se posso limonare col furetto tirando fuori la lingua e toccandogli il muso. I due rimangono un po' perplessi. Io guardo la otta e le dico 'bhè immagina il colletto che ne verrebbe...ci stanno pure i polsini ....sai che chic...scusate io mi prenoto il cadavere per la mia giacchetta'.   Il ragazzo stringe le labbra in un ghigno e l'amica lo imita rotatono sui tacchi di 180 gradi e se ne vanno. Io e la otta ci guardiamo e nei nostri occhi fiammelle rosse sgorgano.....

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martedì, marzo 09, 2004

DELLA MORTE L'angel...

DELLA MORTE

L'angelo della morte ieri mattina non porta la mimosa ma in compenso si mette a spruzzare deodorante sigma per ambienti al gusto arancio e mimosa facendoci gli auguri. Come siamo fortunate. Chi di mimosa ferisce di mimosa perisce e il pavidone presto resterà decapitato.

DELL'AMORE

l'amante crepuscolare è amante transgender con forte inclinazione dark unghie smaltate bistro rossetto e abiti in vinile master and servant ti posso legare ci scambiamo i vestiti ci riprendiamo con la videocamera 'scusa sono un po' debole di schiena faresti un po' più piano l'altra volta ho avuto mal di schiena per una settimana'

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venerdì, marzo 05, 2004

Il caro estinto &nb...

Il caro estinto

 

arrivo indossando paltò inedito che conservo per le grandi occasioni, splendido taglio, ottimo tessuto, fodera di lusso e bel revere in pelo, cappottino vintage fighissimo blu doppio petto con taschine. ‘Che bello dice la Lui è di Marras?’

No guarda…era della Iride, la nonna della mia amica…sai è morta e io mi sono appropriata del cappotto

Hai fatto proprio bene, a casa mia la gente non faceva in tempo a morire che gli si pigliava tutto. Pensa che ho scoperto che era morta una signora quando ho visto la nipote indossare la sua collana e la borsa

Già. La Iride era stata una gran bastarda, la lory nei litigi le urlava ‘dio che muori’ e a parte il fantastico strafalcione grammaticale che ben descrive l’emotività del momento, la Iride aveva vissuto male, arrecando fastidio a chi le era vicino ed era morta pure peggio rompendo i coglioni.

‘tu non sai quanti schiaffoni le ho dato quando mi faceva arrabbiare per vendicarmi’ mi disse la Lory. La Iride era stata stronza da viva e stronza da morta.

Il cadavere non era ancora freddo che le avevo usurpato immediatamente quei due paltò tanto la Iride vecchia secca e braccino corto aveva la mia stessa taglia.

Una volta una vecchietta pugliese a me e alla Otta ci disse una cosa che ci fece trasalire

c’è chi muore con lu culu e chi muore cu lu cazzu

Nel chiedere spiegazione su questa massima rispose che se uno in vita era stato bravo al suo trapasso la gente avrebbe detto

‘ah cazzu daveru?’

in caso contrario avrebbero detto

‘ah daveru? bhè che se la vada a pigghiare in culu’.

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giovedì, marzo 04, 2004

A.A.A. ballerina att...

A.A.A. ballerina attrice mima con esperienza cercasi

di audizioni una peggiore dell’altra. Si comincia con boheme la reprise di una messa in scena di tre anni fa, il regista con il quale ho già lavorato, ci fa allineare e dopo parecchi minuti di attesa rimango fuori accidentalmente perché non ricordandosi di me mi scarta, meno male che il direttore di scena riesce a rammentarglielo e finisco in extremis nel gruppo delle selezionate, lunedì si fila a piacenza dove ci aspetta bellocchio, esordiente nella lirica per la messa in scena di una delle mie opere preferite il rigoletto di verdi. Dovevamo essere in quattro gatti la responsabile della fondazione mi aveva tartassato di telefonate ‘ mi raccomando venga si ricordi e sparga la voce’ e poi saremo stati cinquecento da tutta italia. Mi ero portata scarpe da ginnastica e pantaloni certa che un regista apparentemente coi controcazzi come Bellocchio ci avrebbe sfiancato in scene e in provini ed ero pronta a tirare fuori l’eleonora duse che c’è in me ma invece ci fa allineare dieci alla volta e ci chiede a turno il nome e qualche esperienza. Io codine attaccate alla testa maglietta azzurra pantaloni dico biancalaura sono tre anni che lavoro come mimo al teatro regio di …. e lui neppure mi guarda, neanche solleva la testa dal foglio. Alla fine prendono dieci donne con quale criterio nessuno sa spiegare regalando un compenso da capogiro a dieci che sono lì e che non si sa bene che competenze abbiano. Una la conosco e povera pure una ‘O’ col bicchiere sarebbe per lei un'impresa. Mimi e ballerine da mezza italia riprendono le loro cose e ce ne andiamo. Sono in macchina con Manlio e gli spiego degli ultimi accadimenti lui guida e ride. La notte mi manda un messaggio bellissimo. ‘sono molto legato a te. Mi piaci e mi piace quel tuo modo prendere di petto le cose sei una numero uno …mai smettere di sognare’ mai’ rimango di sasso e ripasso i momenti trascorsi insieme, dalle serata in giro, i pomeriggi in teatro, gliamori e le confidenze, a bologna, al reparto di oncologia all’ospedale. L’indomani consegna di fotografie e compilazione modulo al teatro regio. Preselezione per simon boccanegra. Circa 200 ragazze. Io e pil con la nostra foto tessera in mano e parecchie con grandi foto scattate da fotografi col negozietto che fanno servizi da sposa quei seppiatini quei capelli freschi di messa in piega quei frisè dettati dalla solita parrucchiera frocia che avrà detto ‘mo cara vedrai con questo sei avantissima e li stenderai tutti’ . Trucchi improbabili e mise deprecabili. Consegno la mia scheda e sibilo a tristano con un birignao nasale ‘scusi potrei allegare una videocassetta di un mio lavoro?’ mi incenerisce con lo sguardo.

Tritano ci fa allineare e sceglie quelle che hanno sempre lavorato e una trentina di altre nuove. L’indomani il regista argentino il cui nome fa tremare le vene e i polsi nei teatri di tutta italia ci aspetta per la selezione. ‘Mettiti comoda’mi avverte Tristano.

Lo sai che una volta a macerata durante un lavoro al microfono al mio indirizzo si mise ad urlare ‘chi è quella vacca grassa lì in mezzo togliti di mezzo ’ mi aveva raccontato Lo Ziglio.

Io non ho intenzione di farmi maltrattare da nessuno. Arriviamo e il regista argentino che parla male l’italiano è in ritardo di mezz’ora e per ingannare l’attesa snervante io e pil iniziamo a dire sciocchezze a tutto spiano, simuliamo una possibile audizione durante la quale dopo essere scartate a malo modo chiediamo un sacrosanto diritto di appello ‘scusi maestro ma io so fare michal jackson sa è il mio pezzo forte, può interessare?’ immaginiamo il regista urlare lanciando uno spartito in mia direzione. Io e Pil siamo le uniche a sbellicarci prese dal riso isterico, in giro si respira tensione. Inizia la selezione. Maglia righe colorate pantaloni neri stivali che poi mi tolgo capelli sciolti che poi lego. Ci affidano un numero e il regista ci chiede di fare delle scene in rallenti. Io Pil e il Valerione siamo del quarto gruppo.

C’è da dire che in mezzo a queste ragazze ci sono tante aspiranti veline o miss o non so bene cosa ex cubiste shampiste insomma pure molto cottolengo, gente che non capisce quando si parla, gente che non sa contare, gente che non ha idea del ritmo, di come tenere il tempo, di come controllare il corpo, gente che non è in grado. Immagino tra loro quelle ambiziosette che avevano consegnato il book mentre era stata richiesta un normale foto tessera. Allo sfilare dei primi gruppi il regista spazientito inzia a urlare:

‘fate schifo, dove credere di essere?ad una sfilata?tu, eri partita bene ora fai schifo, ma ti sei vista? Ho detto piano, se questo è piano come sarà il forte? Ora vi scarto, non andate bene voi vi mando all’inferno, voi state qua al purgatorio in attesa dell’inferno. Le mani, ho detto le mani, che mani da moncherini che avete, non sapete neanche respirare camminate da schifo, stai dritta te che sei tutta storta, non fare la gobba, siete tutte delle rigoletto’. Pil io e il Valerione, ormai veterane facciamo la scena con tutti i crismi e il regista si placa un po’. Almeno non ci insulta e ci mette da parte. Quello che chiama ‘il paradiso’. Continua per una mezz’oretta buona a inveire contro le disgraziate finchè alla fine sceglie le fortunate e siamo noi. Le solite. Io Pil Santia, le solite compagne. Forse le meno belle e fiche le meno appariscenti, le meno curate le meno frisè, le più scazze le meno ambiziose le più coi piedi per terra ma le più brave e questo è un regista coi controcazzi e mazzi. E sa cosa vuole. Io sono già conquistata dai suoi insulti. E non vedo l’ora di conoscerlo meglio e di litigarci per finire per amarci e stimarci reciprocamente alla follia.

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mercoledì, marzo 03, 2004

sanremo con amiche ...

sanremo con amiche

la commessa ci guarda 'stasera come mi vuoi con le unghie finte o senza?' mi dice Pil per provocare. 'sai con le unghie finte c'è un po' più la novità' rispondo allusiva. alla fine marcello con i suoi quattro anni decide di scegliere lo smalto. 'dai un bacio al papà' dico sollevandolo mentre la commessa rimane di pietra. La sera dopo la preselezione del Simon Boccanegra appuntamento a casa di Pilli con la Lui e televisore acceso a commentare sanremo. i bambini nella loro cameretta con lucette accese e atmosfera da cuccia e capanna degli indiani. io e la Lui ogni tanto diamo una sbirciata. la sanremata nostrana. sognare il controfestival a mantova con gli afterhours e i La crus e marco la nonna che ci ha invitate. fare commenti e ridacchiare. quel senso di allegria e abbandono nell'essere insieme unite e forti. una bottiglia di malvasia scolata per guai più grandi di noi e acciambellate tutte tre sul divano io con la testa sulla lui e le gambe tra quelle di pil per ridere e raccontarsi. unione. compentrazione. e non essere più adolescenti. quel giusto di vaniglia e gelato di amiche e lucidalabbra di fragola e diari scolastici ma il tempo è stato e siamo lontane anni luce a queste risate qualche piega all'angolo degli occhi e io non tornerei mai bambina neanche se mi pagassero

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martedì, marzo 02, 2004

SERENDIPITY mentre ...

SERENDIPITY

mentre Paola mi parla dei suoi problemi e di come si trova meglio con la psichiatra ma fatica con la psicologa vengo colta da un'immensa voglia di sentire il mio dottore dopo un anno e mezzo, lei mi parla incessantmente e io annego in quelle pupille azzurre e veloci e intanto penso adesso lo chiamo vado e lo chiamo vado e lo chiamo. Poi mi dimentico. In realtà in questi mesi non ho avuto tutta questa volgia di sentirlo. L'idea era un pugno dove hai già una ferita. Ero stata io a sparire. Ad un certo punto mi ero ritirata dopo tre anni di onorato servizio mi ero dissolta perchè non volevo sbattergli in faccia la brutta verità: che non c'era cura o salvezza per me non c'era soluzione e mi dispiaceva dirglielo mi dispiaceva diventare un suo fallimento personale e professionale. Mi faceva troppo male. Preferivo che mi pensasse serena finalmente soddisfatta di me e gli avrei mandato pure delle partecipazioni nuziali fittizie. Senza dire nulla ero solo sparita. lascio Paola e mi dimentico di chiamarlo, vado dal dentista e poi in palestra, mi chiama La Pilli, sento Riccardo Paolo e la Glo poi un click del telefonino e leggo 'L'ho vista in riprese televisive e apparentemente era in forma. un sincero saluto Dottor M. '

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Immagino che il mio ...

Immagino che il mio nome ormai ti dica poco e infatti lasci che ti dia qualche traccia.

Anni 1992-1993 tu abitavi in B.go Santo Spirito e col mio fidanzato di allora mi ero trasferita a stare nel bilocale sotto al tuo appartamento. Sono quella ragazzetta di vent’anni (…non mi sarò mica portato in casa i naziskin…)

Tu allora eri ancora……e andavi a Milano a fare il corso di ‘sceneggiata’ come dicevo io per prenderti in giro mentre io ero una ragazza interrotta che stava tutto il giorno chiusa in casa cantando cose improbabili.

Se ti dicessi come mi è finito il tuo romanzo tra le mani converresti sui strani casi della vita e un giorno te lo spiegherò. Nel corso di questi dieci anni avevo cercato di mettermi in contatto con te tua madre mi aveva detto che ti eri trasferito a … e mi aveva dato anche il tuo numero. Non avendoti trovato e in fondo un po’ demotivata non avevo insistito nelle mie ricerche.

Qualche mese fa facendo una ricerca su internet inserendo il tuo nome avevo saputo che scrivevi per il teatro ma senza alcun riferimento e alla fine avevo lasciato perdere. Insomma poi alla fine il tuo romanzo mi è proprio piovuto tra le mani. Vorrei sapere se stai bene se ti ricordi di me e mi piacerebbe sentirti e raccontarti un po’.

Insomma alla fine quando uno si chiama Di Dio come può pensare di finire del tutto dimenticati?

postato da biancalaura, 11:02 | link | commenti (8)